G.T.D. à GLORIA TIBI DOMINE
La
sigla G.T.D. sta per Gloria Tibi Domine, ovvero Gloria a Te, o Signore.
Da
più di trent’anni, da quando ho cominciato a raccogliere un po’ più
sistematicamente foto e scritti, ho pensato che tutto quello che avrei fatto di
positivo avrebbe reso gloria a Dio.
Forse perché sia una persona speciale o un bigotto?
Al contrario. Secondo i canoni del mondo io
sarei nell’assoluta normalità e con qualche deficienza.
Da cattolico sono credente e praticante, ma
so bene che in me stesso, nei cristiani e nella stessa Chiesa Cattolica ci sono
anche numerose incoerenze. Figuriamoci per chi crede in altro!
Tuttavia, non c’è da meravigliarsi in quanto
Gesù, prima di lasciare questo mondo, promise di inviare ai suoi discepoli lo
Spirito Santo che, proprio perché è una Forza divina, assiste occasionalmente i
credenti, ma non convive con essi.
Il punto di discrimine è dato dall’osservare
quando qualcuno è ispirato dallo Spirito: opera il bene in maniera inconsueta e
produce suo malgrado frutti di bene.
Pertanto, l’eccellenza, che ha caratterizzato
e caratterizza talvolta alcune mie performance, testimonia che questa grandezza
non proviene da me. È per questo che sono arciconvinto di dover ringraziare e
rendere gloria a Dio: prima perché ci farà superare il vincolo della morte, poi
perché ogni tanto mi illumina: Gloria Tibi Domine, appunto.
Devo anche precisare che questa pagina deriva
da un’analoga pubblicazione sull’altro mio sito www.ominda.it
. Su quel sito c’è un indice di alcuni brani della Sacra Scrittura con
l’indicazione dei versetti da cui sono tratti, che non è presente su questo
sito. Chi lo desiderasse può consultare direttamente www.ominda.it , cliccando sulla sigla G.T.D. e
seguendo le istruzioni.
In questo caso ho solo riportato il testo dei
brani qui di seguito suddivisi fra: i Vangeli; gli altri libri del Nuovo
Testamento; l’Antico Testamento.
Quanto alla Bibbia, essa è storicamente un
insieme di libri, ordinati nei 52 libri dell’Antico Testamento e nelle diverse
sezioni del Nuovo Testamento (i quattro Vangeli, gli Atti e le lettere degli
Apostoli, l’Apocalisse).
Quanto alla progressiva relazione fra Dio e
l’umanità essa inizia ad avere una caratterizzazione pregnante con Abramo, una
seconda tappa importante con gli Israeliti, tramite Mosè e alcuni dei profeti,
come Elia, secondo i riferimenti dell’Antico Testamento. Ma la rivelazione
piena dell’essenza di Dio è stata completata con e in Gesù, Israelita
anch’egli, come descritto nel Nuovo Testamento a partire da Giovanni Battista.
Il cristianesimo, dunque, origina dalla
storia del popolo israelitico, ma si fonda sulle parole, sulle opere, sulla
vita, sulla morte in croce e, soprattutto, sulla risurrezione di Gesù di
Nazareth.
Ne deriva che l’Antico Testamento non può che
essere letto e interpretato alla luce di quanto Gesù ha rivelato di Dio: Dio è
Amore. Essendo Dio Amore, non è il “dio degli eserciti” e nemmeno il “dio di
Israele”, come ripetutamente indicato nell’Antico Testamento. Inoltre, egli non
punisce gli esseri umani per i loro comportamenti, alla stessa stregua degli
dèi greci; sono i comportamenti umani, ispirati dal demonio, a generare la
violenza, la falsità e il male diffusi.
Pertanto, bisognerebbe stare molto attenti a
proclamare con leggerezza tutto l’Antico Testamento come “parola di Dio”,
perché tale non è sempre.
A differenza del Nuovo Testamento che
presuppone anch’esso un approccio assistito che, in “Spirito e Verità”, tenda a
cogliere l’essenza del messaggio evangelico.
Aggiungo, poi, con estrema chiarezza, che
l’amore oggi esaltato e praticato fisicamente, come in una competizione
sportiva, non ha nulla a che vedere con l’Amore di Dio.
Tutto ciò premesso e, indipendentemente dalla
scelta dei suoi testi, dai problemi linguistici e interpretativi di cui è stata
oggetto la Bibbia, essa contiene anche nell’Antico Testamento frasi e
affermazioni che hanno un carattere universale, e che sono ancora attuali.
Le vicende umane che vi sono poi raccontate,
salvo quelle dei primi libri dell’Antico Testamento, che hanno più un valore
simbolico rispetto alla realtà, pur riferendosi a più di due/tre mila anni or sono,
travalicano anch’esse il tempo e raccontano di sentimenti e azioni senza tempo.
Infine, diverse istituzioni attuali, politiche e religiose e civili derivano da
tradizioni bibliche.
Il fascino straordinario di questo libro è
dato dal fatto che da diversi secoli milioni di uomini di ogni razza e popolo
hanno trovato in esso “parole di vita eterna”. E non sono pochi gli uomini e le
donne che in virtù della Fede in Dio e nel Suo Figlio, Gesù Cristo, hanno dato testimonianze
di straordinaria abnegazione non disdegnando di offrire la propria vita in una
maniera sconosciuta alla logica umana.
Una singolarità di questa particolare
esperienza umana, perdurante, è che pur essendo Gesù un’Israelita, gran parte
del suo popolo non lo ha riconosciuto, non lo accetta e fa riferimento al solo
Antico Testamento; un’altra curiosità è che la dottrina di Gesù, piuttosto che
in Israele, da dove origina, si è sviluppata proprio fra coloro che occupavano all’epoca
Israele: i romani e a Roma, dov’è ora la Sede della Chiesa cattolica fondata su
Gesù di Nazareth e sui suoi dodici Apostoli, più San Paolo.
Il Cristianesimo e in particolare il
Cattolicesimo, iniziando proprio da San Paolo, si è diffuso in tutto il mondo
e, per lo stesso invito di Gesù, è diretto a tutti gli esseri umani della
Terra.
Certo, la Bibbia è un libro così vasto che vi
si può trovare di tutto, la giustificazione o la condanna di tutto.
E poiché scrivo questa pagina il 5 settembe 2026
osservo che Israele, come Nazione, dopo aver subìto il 7 ottobre 2023 dai suoi
nemici un pesante, vile e barbaro attacco a parte del suo popolo, sta andando
oltre quella che avrebbe potuto essere una giusta ritorsione e, senza scrupoli
nei confronti della popolazione altrui, sta cogliendo l’occasione per allargare
i suoi confini territoriali.
Non vorrei che Israele, riferendosi
all’Antico Testamento, trovi in esso l’energia morale per la sua violenta azione,
pensando di essere assistito dal “dio degli eserciti” che lo ha guidato
anticamente alla vittoria; ma che non gli ha risparmiato esili e devastazioni.
Il dio degli eserciti non esiste!
Mi soffermo ancora su qualche precisazione.
Quando ero bambino, Dio mi è stato presentato come uno che scrutava tutto
quello che facevo, insomma una presenza autoritaristica. Purtroppo, ciò è
sbagliato perché si è fatto riferimento alla figura di Dio legata all’Antico
Testamento. Gesù ha proclamato che Dio è Amore e ha dimostrato con la sua vita
in che cosa l’Amore consistesse.
Cosa cambia? Tutto: non abbiamo un
potentissimo rivale, ma un Padre, come Gesù ci ha invitato a chiamare Dio.
Attenzione! Ciò non vale solo per il
Cristianesimo e il Cattolicesimo, ma anche per tutte le altre dottrine che si
riferiscono a Dio. Dio non è fondamentalista e non predica il fondamentalismo, mai!
Pertanto, diverse religioni anche con miliardi di seguaci non sono tali e con
Dio esse non hanno nulla a che vedere.
Ma, dunque, come si potrebbe riassumere in
concreto il messaggio di Dio e di Gesù per ogni essere umano?
Riporto la sintesi di quello che ho capito
approcciando la Sacra Scrittura, frequentando da settant’anni la Santa Messa;
accostandomi frequentemente ai Sacramenti, in particolare all’Eucarestia;
avendo in passato partecipato a diversi movimenti cattolici; e, non ultimo,
tenendomi informato sulle conclusioni del Concilio Ecumenico Vaticano II
tenutosi dal 1962 al 1965.
Prima, però, devo chiarire due questioni
fondamentali: 1) con quali sentimenti accostarsi a Dio? 2) Con quale
convinzione?
La prima risposta la dà direttamente Gesù: “I
veri adoratori adoreranno Dio in Spirito e Verità”. Dunque, con una mente
sgombra da interessi personali e collettivi, elevando il proprio essere alle vette
più alte; poi nella Verità. È ormai stata smontata l’affermazione che la verità
non esiste. Se non esistesse, anche l’affermazione della sua inesistenza non
sarebbe accoglibile. Al contrario, gran parte del male di questo modo è
provocato dalla falsità diffusa in tutti gli ambiti e proposta senza ritegno a
tutti i popoli della Terra.
Sull’affermazione di Gesù “In Spirito e
Verità” devo aggiungere che essa ha cambiato nel tempo radicalmente le mie
relazioni con Dio, con la Sacra Scrittura, con la Chiesa e con tutto ciò che ne
consegue. Pur rimanendo nella mia debole e fragile umanità.
Quanto alla seconda questione, devo scendere
di livello, dichiarando al mondo intero che Dio non è fesso!
Erroneamente si pensa che Dio siano la
Chiesa, i cristiani, le manifestazioni religiose popolari. Si è in grave
errore: si può prendere in giro tutti, anche sé stessi ma, se Dio è pur
misericordioso, non lo si può circuire. Concetto che viene richiamato anche
dalla Bibbia: “Voi pensate di potermi ingannare?”.
Dunque, cosa ci vorrebbe dire il Signore,
secondo quanto ho capito?
Cerca di sviluppare le tue doti e
caratteristiche personali e orientale al bene; al rispetto della persona e
della natura; alla costruzione di un mondo più equo e giusto e, se mi
invocherai e ti affiderai a me, io ti sosterrò. Ma, fai attenzione, perché la
mia assistenza non è continua, è richiesto il tuo personale e diligente impegno
e la consapevolezza che, quando sarai “grande”, non sarà dipeso da te.
E il male e la cattiveria di questo mondo?
Come leggerai nell’Antico Testamento, la morte e il male sono entrati nel mondo
per l’azione del diavolo, a cui si associano tutti quelli che operano il male,
che saranno destinati alla morte.
Per chi si affida a me, non esiste la morte,
ma la Vita eterna, la felicità eterna.
E la tua Chiesa? Nella mia Chiesa la presenza
del mio Spirito Santo è continua, ma non sempre presente in tutti i suoi
membri. Imparate a discernere secondo il principio dell’Amore, che non è
debolezza, non è assecondare la mediocrità, che non è il lasciar correre, ma è
l’impegnarsi a migliorare sé stessi, quelli che incontriamo, quello che
facciamo con un atteggiamento veritiero e di promozione dell’altro, senza
avvilirlo.
Non mi chiedete soldi, il potere o il
successo, ma la Grazia del mio Spirito per conoscermi e amarmi, adoperatevi alacremente
e abbandonatevi a me, perché non vi lascerò soli, anche in punto di morte.
DAI QUATTRO VANGELI (di: Matteo, Marco, Luca
e Giovanni, secondo una sequenza casuale).
Io
Sono la Via, la Verità e la Vita. Senza di me non potete fare nulla (che
produca frutti di vero bene).
Io
sono la Risurrezione e la Vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
non morirà in eterno.
Mio
cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”.
Giunse
così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe
aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù, dunque,
affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno.
Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: "Dammi da
bere". I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi.
Allora la donna samaritana gli dice: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi
da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei, infatti, non
hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il
dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti
chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva".
Gli
dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove
prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre
Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo
bestiame?". Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di
nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in
eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che
zampilla per la vita eterna". "Signore - gli dice la donna -, dammi
quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad
attingere acqua". Le dice: "Va' a chiamare tuo marito e ritorna
qui". Gli risponde la donna: "Io non ho marito". Le dice Gesù:
"Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti, hai avuto cinque
mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il
vero".
Gli
replica la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri
hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in
cui bisogna adorare".
Gesù
le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a
Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo
ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è
questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità:
così, infatti, il Padre vuole che siano quelli che lo adorano.
Dio
è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità".
Gli
rispose la donna: "So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando
egli verrà, ci annuncerà ogni cosa".
Le
dice Gesù: "Sono io, che parlo con te".
In
quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una
donna. Nessuno, tuttavia, disse: "Che cosa cerchi?", o: "Di che
cosa parli con lei?". La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città
e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello
che ho fatto. Che sia lui il Cristo?". Uscirono dalla città e andavano da
lui.
Quando
fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,
e
disse: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua
con
voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò
più,
finché essa non si compia nel regno di Dio".
E
preso un calice, rese grazie e disse:
"Prendetelo
e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del
frutto della vite, finché non venga il regno di Dio".
Poi,
preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è
il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me".
Allo
stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la
nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi.
Ho
inserito questo brano prima di altri perché da esso discende l’Eucarestia,
celebrata in ogni Santa Messa nel mondo.
Con
essa si celebra la presenza reale di Gesù sull’altare che ripete, tramite il
sacerdote, il gesto dell’ultima cena comunicandosi
ai
fedeli, ma solo a quelli che vivono questo momento con Fede viva, adeguata
preparazione, desiderio di Gesù e raccoglimento.
Si tratta della preghiera
più eccelsa e fruttuosa della cristianità, ma purtroppo poco seguita.
Se,
come qualcuno potrebbe pensare, la Madonna e i Santi non gioissero di ciò, non
si potrebbero considerare santi!
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il
regno dei cieli.
Beati
gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati
i miti, perché erediteranno la terra.
Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati
i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati
i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati
gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati
i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta
di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi
ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli...
...Ma
guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
Guai
a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai
a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai
quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
"Ti
rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai
nascosto
queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì,
Padre, perché così a te è piaciuto.
Amate
i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano,
benedite
coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano...
(che
non significa subire la violenza ma, piuttosto, non considerare gi altri
diversi da noi, in ogni caso).
...Dà
a chiunque ti chiede, e a chi prende del tuo, non richiederlo.
Ciò
che volete gli altri facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Pregando,
non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di
parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose
avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi
dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo
nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in
terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla
tentazione, ma liberaci dal male.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne
avrete? Anche i peccatori
fanno
lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito
ne
avrete? Anche i peccatori fanno lo
stesso...
...Amate
invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza
sperarne
nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo;
perché
Egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi.
Siate
misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Gesù
di buon mattino si recò di nuovo al Tempio e tutto
il
popolo accorreva a Lui; Egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora
i capi del popolo (scribi e farisei) gli conducono una donna
sorpresa
in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono:
“Maestro,
questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.
Mosè
nella legge ci ha comandato di lapidare (uccidere a pietrate) tali donne. Tu
che ne dici?”
Questo
dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.
Gesù,
chinatosi, si mise a scrivere per terra con il dito.
E,
siccome insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è
senza peccato scagli la prima pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo,
scriveva per terra.
Ma
quelli, udito ciò, presero a ritirarsi uno dopo l’altro,
a
cominciare dai più anziani.
Rimase
solo Gesù con la donna che stava nel mezzo. Allora Gesù alzatosi le disse:
“Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”.
Ed
ella rispose: “Nessuno Signore”.
Gesù
le disse: “Neanche io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.
Disse
ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e
disprezzavano gli altri:
“Due
uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il
fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé:
O
Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti,
adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
Digiuno
due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Il
pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al
cielo, ma si batteva il petto dicendo:
O
Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io
vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché
chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato".
“Ti
benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste
queste cose ai sapienti e agli
intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì,
o Padre, perché così è piaciuto a te.
Venite
a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete
il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico leggero".
"Non
sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate
che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio.
Infatti,
non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Non
giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato;
una
buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché
con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio...
...Perché
guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, e non t’accorgi della
trave che è nel tuo? Come puoi dire a tuo fratello:
Permetti
che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è
nel tuo?
Ipocrita,
togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere
la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello.
Non
c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti
buoni.
Ogni
albero, infatti, si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle
spine, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo
buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo
cattivo tesoro trae fuori il male,
perché
la bocca parla dalla pienezza del cuore.
Perché
mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?
Chi
viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è
simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto
profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume
irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita
bene.
Chi
invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una
casa sulla terra, senza fondamenta.
Il
fiume la investì e subito crollò, e la rovina di quella casa fu grande.
“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede
in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti
posti. Se no, ve l’avrei detto.
Io
vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto,
ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.
E
del luogo dove io vado, voi conoscete la via". Gli disse Tommaso:
"Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?".
Gli
disse Gesù: “Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me.
Se
conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete
veduto".
...In
verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io
compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.
Qualunque
cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel
Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
...Se
uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui.
Chi
non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma
del Padre che mi ha mandato.
Queste
cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo
che il Padre manderà nel mio nome, Egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà
tutto ciò che io vi ho detto.
Vi
lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá il mondo, io la do
a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore... Non parlerò più a
lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su
di me, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che
il Padre mi ha comandato...
Un
giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge,
venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la
potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco alcuni uomini,
portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo
davanti a lui. Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla,
salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti
a Gesù, nel mezzo della stanza.
Veduta
la loro fede, disse: "Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi". Gli
scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: “Chi è costui che
pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?".
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: "Che cosa andate
ragionando nei vostri cuori? Che cosa è
più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?
Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di
rimettere i peccati: io ti dico - esclamò rivolto al paralitico – alzati,
prendi il tuo lettuccio e va a casa tua". Subito egli si alzò davanti a
loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando
Dio. Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano:
"Oggi abbiamo visto cose prodigiose".
Gesù
parlò di nuovo dicendo: “Io sono la luce del mondo. Chi mi segue non cammina
nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” ... “Se rimanete fedeli alla mia
parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la Verità e la Verità vi
farà liberi”.
...Allora
Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non
essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da Lui!”...
...Venne
dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro...Marta,
come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in
casa. Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non
sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Egli te la
concederà”. Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”. Gli rispose Marta: “So
che risusciterà nell’ultimo giorno”.
Gesù
le disse: “Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se muore,
vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Credi tu questo?”. Gli
rispose: “Sì, o Signore, io credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che
deve venire nel mondo”...Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si
gettò ai suoi piedi dicendo: “Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non
sarebbe morto!”. Gesù allora, quando la
vide piangere e piangere anche i Giudei che erano con lei, si commosse
profondamente, si turbò e disse: “Dove l’avete posto?”. Gli dissero: “Signore,
vieni a vedere”.
Gesù
scoppiò in pianto... Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al
sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù:
“Togliete la pietra”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, già
manda cattivo odore perché è di quattro giorni”. Le disse Gesù: “Non ti ho
detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”. Tolsero dunque la pietra. Gesù
allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io
sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta
attorno, affinché credano che Tu mi hai mandato”. E detto questo gridò a gran
voce:” Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto
uscì, con i piedi e le mani avvolte in bende, e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. Allora Gesù si rivolse
alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti
gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate
secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti
fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli
neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli
uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d’onore
nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche
sentirsi chiamare "rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare
"rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E
non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre
vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri”, perché uno solo
è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi
invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
Guai
a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini;
perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che
vogliono entrarci. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il
mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio
della Geenna il doppio di voi.
Guai
a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si
giura per l’oro del tempio si è obbligati. Stolti e ciechi: che cosa è più
grande, l’oro o il tempio che rende sacro l’oro?
E
dite ancora: Se si giura per l’altare non vale, ma se si giura per l’offerta
che vi sta sopra, si resta obbligati. Ciechi!
Che
cosa è più grande, l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta?
Ebbene,
chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra, e chi
giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l’abita. E chi giura
per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
Guai
a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’aneto e
del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia,
la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere
quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai
a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del
piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco,
pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!
Guai
a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi
all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di
ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini,
ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.
Guai
a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e
adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri
padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e
così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei
profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! Serpenti, razza di vipere,
come potrete scampare dalla condanna della Geenna?
Perciò
ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e
crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li
perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi tutto il sangue
innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di
Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l’altare. In
verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
Gerusalemme,
Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante
volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini
sotto le ali, e voi non avete voluto!
Ecco:
la vostra casa vi sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più
finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!".
Gesù parlò di nuovo dicendo: “Io sono la luce del mondo. Chi mi segue
non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” ... “Se rimanete fedeli
alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la Verità e la
Verità vi farà liberi”.
Gli risposero: “...noi abbiamo un solo Padre, Dio”. Gesù disse loro: “Se
Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste,
perché da Dio sono uscito e vengo: non sono venuto da me stesso, ma Lui mi
ha mandato. Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non siete capaci
di ascoltare le mie parole. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i
desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non ha
perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso
parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.
A me, invece, non credete, perché dico la verità...
...Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per
questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio... ...In verità in verità
vi dico: chi osserva la mia parola non morirà in eterno”.
Perciò
vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete,
e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non
vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo:
non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure, il Padre vostro
celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
E
chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua
vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del
campo: non lavorano e non filano. Eppure, io vi dico che neanche Salomone, con
tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del
campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per
voi, gente di poca fede?
Non
affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa
indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro
celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi
saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il
domani avrà già le sue inquietudini. A
ciascun giorno basta la sua pena. Chi di voi, per quanto si affanni, può
aggiungere un’ora sola alla sua vita?
Interrogato
dai farisei: "Quando verrà il regno di Dio?", rispose: "Il regno
di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui,
o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!".
Disse
ancora ai discepoli: "Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno
solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: Eccolo là,
o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli. Perché come il lampo, guizzando, brilla
da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.
Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa
generazione. Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio
dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al
giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.
Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano,
vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma
piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti.
Così
sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà. In quel giorno, chi si
troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle;
così chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di
Lot.
Chi
cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l’avrà perduta la salverà.
Vi dico: in quella notte due si troveranno in un solo letto: l’uno verrà preso
e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una
verrà presa e l’altra lasciata". Allora i discepoli gli chiesero:
"Dove, Signore?". Ed egli disse loro: "Dove sarà il cadavere, là
si raduneranno anche gli avvoltoi".
Io
sono la porta: se uno entra attraverso di me sarà salvo; entrerà e uscirà e
troverà pascolo. Io sono venuto perché abbiate la vita e l’abbiate in
abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue
pecore.
Il
mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono,
vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le
disperde, perché è mercenario e non gli importa delle pecore.
Io
sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come
il Padre conosce me e Io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. Ed ho
altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge sotto un solo
pastore. Per questo il Padre mi ama
perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la
toglie, ma io la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il
potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre
mio. Le opere che compio in nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza,
ma voi non credete perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia
voce ed io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non
moriranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha
date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e
il Padre siamo una cosa sola.
Allora
i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei
suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a
dirgli: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio
secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad
alcuno. Dicci dunque il tuo parere: È lecito o no pagare il tributo a
Cesare?". Ma Gesù, conoscendo la
loro malizia, rispose: "Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta
del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: “Di
chi è questa immagine e l’iscrizione?". Gli risposero: "Di
Cesare". Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio".
A
queste parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono.
Gesù
sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e
a Dio ritornava, si alzò da tavola,
depose
le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò
dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli
con l’asciugatoio di cui si era cinto...
...Quando,
dunque, ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse
loro: "Sapete ciò che vi ho fatto?
Voi
mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il
Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i
piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io,
facciate anche voi. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in
pratica...
...In
verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi
accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato...
...Vi
do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato,
così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete
miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri".
Gesù
rispose: "È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo.
In
verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore,
rimane solo; se invece muore, produce
molto frutto.
Chi
ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà
per la vita eterna.
Se
uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se
uno mi serve, il Padre lo onorerà.
Ora
l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per
questo sono giunto a quest’ora!
Padre,
glorifica il tuo nome". Venne allora una voce dal cielo: "L’ho
glorificato e di nuovo lo glorificherò!".
La
folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri
dicevano: "Un angelo gli ha parlato".
Rispose
Gesù: "Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato
fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò
tutti a me". Questo diceva per indicare di qual
morte doveva morire. Allora la folla gli rispose:
"Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come, dunque,
tu dici che il Figlio dell’uomo deve essere elevato? Chi è questo Figlio
dell’uomo?". Gesù allora disse loro: "Ancora per
poco tempo la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce, perché non vi
sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete
la luce credete nella luce, per diventare figli della luce". Gesù
disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro. Sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a
loro, non credevano in lui; perché si adempisse la parola detta dal
profeta Isaia... Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero
in lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per non
essere espulsi dalla sinagoga; amavano infatti la gloria
degli uomini più della gloria di Dio.
Gesù
allora gridò a gran voce: “Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi
ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in
me non rimanga nelle tenebre.
Se
qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non
sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che
ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io
non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato
che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo
comandamento è vita eterna.
Le
cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me".
Gesù
raccontava ai suoi discepoli: “C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di
bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un
mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del
ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un
giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche
il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i
tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a
intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa
fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi
beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è
consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è
stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non
possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora,
padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque
fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di
tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No,
padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo
rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti
sarebbero persuasi". (Chi non vuol credere, non
crederà in Dio in nessun caso: in tal modo si condanna da solo).
Ora
però vado da Colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove
vai?
Anzi,
perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ora
io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne
vado, non verrà a voi il Consolatore;
ma
quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il
mondo quanto al peccato,
alla
giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me;
quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al
giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
Molte
cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il
peso.
Quando
però verrà lo Spirito di verità, Egli vi guiderà alla Verità tutta intera,
perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le
cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.
Tutto
quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e
ve l’annunzierà.
...La
mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua
volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me
stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria
gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è veritiero, e in lui
non c’è ingiustizia...
...Non
giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!...
...Certo,
voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure, io non sono venuto da me e chi
mi ha mandato è veritiero,
e
voi non lo conoscete. Io però lo conosco, perché vengo da Lui ed Egli mi
ha mandato...
...Per
poco tempo ancora rimango con voi, poi vado da colui che mi ha mandato.
Voi
mi cercherete, e non mi troverete, e dove sono io, voi non potrete venire...
Rispose
loro Gesù, dopo che avevano mangiato:
“In
verità, in verità vi dico: Voi mi cercate non perché avete visto cose
straordinarie, ma perché avete mangiato pane a sazietà. Procuratevi non il cibo
che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, che io vi darò”.
Gli
dissero: “Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?
Gesù
rispose: “Questa è l’opera di Dio: credere in colui che Egli ha mandato...
Io
sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non
avrà più sete...
Nessuno
può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato, e io lo
risusciterò nell’ultimo giorno...
Chi
crede ha la vita eterna...
Io
sono il pane della vita.
I
vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti. Questo è il pane
disceso dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo disceso
dal cielo. Se qualcuno mangia di questo pane, vivrà in eterno e il pane che io
darò è la mia carne per la vita del mondo...
In
verità, in verità vi dico: se non mangiate la mia carne e non berrete il mio
sangue, non avrete in voi la vita.
Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò
nell’ultimo giorno.
Perché
la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui... Chi mangia questo pane vivrà
in eterno”.
Poi
discese a Cafarnao, una città della Galilea, e il sabato ammaestrava la gente.
Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con
autorità. Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a
gridare forte: “Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto
a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!".
Gesù
gli intimò: "Taci, esci da costui!".
E
il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli
alcun male.
Tutti
furono presi da paura e si dicevano l’un l’altro: “Che parola è mai questa, che
comanda con autorità e potenza
agli
spiriti immondi ed essi se ne vanno?". E si diffondeva la fama di
lui in tutta la regione.
Gli
si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione,
e gli posero questa domanda: "Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a
qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda
la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette
fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese
il secondo e poi il terzo e così tutti e sette, e morirono tutti senza lasciare
figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione,
di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie".
Gesù
rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli
che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non
prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali
agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che
poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando
chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è
Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui".
Dissero
allora alcuni scribi: "Maestro, hai parlato bene".
E
non osavano più fargli alcuna domanda.
In
quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: "Chi, dunque, è
il più grande nel regno dei cieli?".
Allora
Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi
dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete
nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino,
sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi
bambini in nome mio, accoglie me.
Chi
invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe
meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e
fosse gettato negli abissi del mare.
Guai
al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai
all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! ... Guardatevi dal
disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel
cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Io
sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni
tralcio, che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto,
lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho
annunziato. Rimanete in me e io in voi.
Come
il tralcio non può far frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così anche
voi se non rimanete in me.
Io
sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla.
Chi
non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo
raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se
rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi
sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che
portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il
Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore,
come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la
vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che
vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno
ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che
fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre
l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io
ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo
conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché
invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo
vi odia.
Ricordatevi
della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se
hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia
parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del
mio nome, perché non conoscono Colui che mi ha mandato...Chi odia me, odia
anche il Padre mio.
Quindi,
alzati gli occhi al cielo, Gesù disse: "Padre, è giunta l’ora, glorifica
il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te.
Poiché
Tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché Egli dia la vita eterna
a tutti coloro che gli hai dato.
Questa
è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato,
Gesù Cristo.
Io
Ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E
ora, Padre, glorificami davanti a Te, con quella gloria che avevo presso di Te
prima che il mondo fosse. Ho fatto conoscere il Tuo nome agli uomini che mi hai
dato dal mondo. Erano Tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la Tua
parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da Te, perché
le parole che hai dato a me Io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno
veramente che sono uscito da Te e hanno creduto che Tu mi hai mandato. Io
prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché
sono Tuoi. Tutte le cose mie sono Tue e tutte le cose Tue sono mie, e Io sono
glorificato in loro.
Io
non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e Io vengo a Te. Padre
santo, custodisci nel Tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa
sola, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel Tuo nome coloro che
mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il
figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora Io vengo a Te
e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in sé stessi la
pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la Tua parola e il mondo li ha
odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo
che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono
del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La Tua parola è
verità. Come Tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per
loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non
prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in
me; perché tutti siano una sola cosa. Come Tu, Padre, sei in me e io in te,
siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che Tu mi hai
mandato. E la gloria che Tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano
come noi una cosa sola. Io in loro e Tu in me, perché siano perfetti
nell’unità e il mondo sappia che Tu mi hai mandato e li hai amati come hai
amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove
sono Io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché Tu mi
hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non Ti ha
conosciuto, ma io Ti ho conosciuto; questi sanno che Tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il Tuo nome e lo
farò conoscere, perché l’Amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in
loro”.
Allora
il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo
legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che
era sommo sacerdote in quell’anno.
Caifa
poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: "E’ meglio che un uomo
solo muoia per il popolo"...
...Allora
il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua
dottrina.
Gesù
gli rispose: "Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato
nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai
detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito
ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto".
Aveva
appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù,
dicendo: "Così rispondi al sommo sacerdote?". Gli rispose Gesù:
"Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene,
perché mi percuoti?"...Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel
pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non
contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.
Uscì
dunque Pilato verso di loro e domandò: "Che accusa portate contro
quest’uomo?". Gli risposero: "Se non fosse un malfattore, non te
l’avremmo consegnato".
Allora
Pilato disse loro: "Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra
legge!".
Gli
risposero i Giudei: "A noi non è consentito mettere a morte nessuno".
...Pilato
allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: "Tu sei il re
dei Giudei?".
Gesù
rispose: "Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio
conto?".
Pilato
rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno
consegnato a me; che cosa hai fatto?".
Rispose
Gesù: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo
mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai
Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù".
Allora
Pilato gli disse: "Dunque tu sei re?".
Rispose
Gesù: "Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono
venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità. Chiunque è dalla
Verità, ascolta la mia voce".
Gli
dice Pilato: "Che cos’è la verità?".
E
detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo in
lui nessuna colpa”.
...Poi
lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello
che ciascuno dovesse prendere.
Erano
le nove del mattino quando lo crocifissero. E l’iscrizione con il motivo
della condanna diceva: Il re dei Giudei.
Con
lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.
I
passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: "Ehi, tu che
distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso
scendendo dalla croce!".
Ugualmente
anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano:
"Ha salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il
re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo".
E
anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano...
...Venuto
mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
Alle
tre Gesù gridò con voce forte: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni?”,
che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Alcuni
dei presenti, udito ciò, dicevano: "Ecco, chiama Elia!". Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una
canna, gli dava da bere, dicendo: "Aspettate, vediamo se viene Elia a
toglierlo dalla croce".
Ma
Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due,
dall’alto in basso.
Allora
il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse:
"Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!".
Nel
giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon
mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal
sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello
che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e
non sappiamo dove l’hanno posto!". Uscì allora Simon Pietro insieme
all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due,
ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.
Giunse
intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende
per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le
bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora
entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e
credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè
doveva risuscitare dai morti.
I
discepoli, intanto, se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava
all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il
sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo
e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero:
"Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio
Signore e non so dove lo hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e
vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù:
"Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il
custode del giardino, gli disse: "Signore, se l’hai portato via tu, dimmi
dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse:
"Maria!".
Essa
allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che
significa: Maestro!
Gesù
le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma
va dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e
Dio vostro". Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai
discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto.
La
sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne
Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo,
mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù
disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io
mando voi".
Dopo
aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a
chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete,
resteranno non rimessi".
Tommaso,
uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù.
Gli
dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma
egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non
metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non
crederò".
Otto
giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso.
Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a
voi!".
Poi
disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la
tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma
credente!".
Rispose
Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!".
Gesù
gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non
avendo visto crederanno!".
Molti
altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti
in questo libro.
Questi
sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e
perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Dopo
questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade.
E
si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso
detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e
altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare".
Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono
sulla barca, ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba Gesù
si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù
disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?".
Gli
risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte
destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla
su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a
Pietro: "E’ il Signore!". Simon Pietro appena udì che era il Signore,
si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare.
Gli
altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di
pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di
brace con del pesce sopra, e del pane.
Disse
loro Gesù: "Portate un po’ del pesce che avete preso or ora". Allora
Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena
di centocinquantatre grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete
non si spezzò. Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei
discepoli osava domandargli: "Chi sei?", poiché sapevano bene che era
il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così
pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli,
dopo essere risuscitato dai morti...
...Questo
è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti, e noi
sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose
compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo
stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
DAGLI ALTRI LIBRI DEL NUOVO TESTAMENTO.
Ma
Pietro e Giovanni replicarono: "Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi
più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che
abbiamo visto e ascoltato".
Ti
scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti,
per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni
occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni
magnanimità e dottrina.
Verrà
giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il
prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le
proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle
favole.
Tu
però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di
annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.
Quanto
a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento
di sciogliere le vele.
Ho
combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la
fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice,
mi consegnerà in quel giorno, e non solo a me, ma anche a tutti coloro che
attendono con amore la sua manifestazione.
Infatti,
non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo
fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma
perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette
infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta
questa voce: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono
compiaciuto". Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre
eravamo con lui sul santo monte. E così abbiamo conferma migliore della parola
dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che
brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino
si levi nei vostri cuori.
Vi
rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto,
nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo
mantenete in quella forma in cui ve l’ho annunziato. Altrimenti, avreste
creduto invano!
Vi
ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo
morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il
terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In
seguito, apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior
parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre, apparve a
Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me
(Paolo) come a un aborto. Io, infatti, sono l’infimo degli apostoli, e non sono
degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di
Dio. Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è
stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di
Dio che è con me. Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete
creduto. Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono
dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste
risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è
risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra
fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo
testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è
vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche
Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete
ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono
perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita,
siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato
dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo
venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e
come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno
però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta,
quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a
Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e
potenza. Bisogna infatti che egli regni
finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad
essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve
eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato
sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso
ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti. Altrimenti, che cosa farebbero quelli
che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si
fanno battezzare per loro? E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente?
Ogni giorno io affronto la morte, come è vero che voi siete il mio vanto,
fratelli, in Cristo Gesù nostro Signore! Se soltanto per ragioni umane io
avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono,
mangiamo e beviamo, perché domani moriremo.
Giustificati
dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù
Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a
questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria
di Dio. E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben
sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e
la virtù provata la speranza. La speranza
poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per
mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti,
mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo
stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto;
forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma
Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori,
Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue,
saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quando eravamo nemici,
siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto
più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo,
ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale
ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.
Fratelli
miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro
Gesù Cristo, Signore della gloria. Supponiamo che entri in una vostra adunanza
qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un
povero con un vestito logoro. Se voi guardate a colui che è vestito
splendidamente e gli dite: "Tu siediti qui comodamente", e al povero
dite: "Tu mettiti in piedi lì", oppure: "Siediti qui ai piedi
del mio sgabello", non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai
giudizi perversi? Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i
poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha
promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disprezzato il povero! Non
sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali?
Non sono essi che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi?
Certo, se adempite il più importante dei comandamenti secondo la Scrittura: amerai
il prossimo tuo come te stesso, fate bene; ma se fate distinzione di persone,
commettete un peccato e siete accusati dalla legge come trasgressori. Poiché
chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo,
diventa colpevole di tutto; infatti, colui che ha detto: Non commettere
adulterio, ha detto anche: Non uccidere. Ora se tu non commetti adulterio, ma
uccidi, ti rendi trasgressore della legge. Parlate e agite come persone che devono
essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza
misericordia contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha
sempre la meglio nel giudizio.
Carissimi,
amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da
Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In
questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo Figlio
unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore:
non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo
Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi,
se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha
visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è
perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi:
egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo
che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque
riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi
abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi
sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Non
abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché
chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti, il precetto: Non
commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro
comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te
stesso. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è
l’amore. Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di
svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando
diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via
perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente,
come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra
impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore
Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.
E
mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi
predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani;
ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza
di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente
degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Se
anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono
della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la
pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non
sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo
per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è
paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si
gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non
tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della
verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà
mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza
svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma
quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero
bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma,
divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno
specchio, in maniera confusa, ma, allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco
in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono
conosciuto. Queste, dunque, le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e
la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Riguardo
ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell’ignoranza. Voi
sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare verso gli
idoli muti secondo l’impulso del momento.
Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito
di Dio può dire "Gesù è anatema", così nessuno può dire "Gesù è
Signore" se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Vi sono poi diversità
di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno
solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che
opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello
Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio
della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il
linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro
il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei
miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere
gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine
l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito
che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.
E
poiché siamo Suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia
di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno
della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il
giorno della salvezza!
Infatti,
non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo
fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché
siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore
e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce:
"Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto".
Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul
santo monte. E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla
quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo
oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri
cuori.
Così
dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo
la carne; poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con
l’aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti,
tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma
avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo:
"Abbà, Padre!".
Lo
Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo
figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente
partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Io
ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili
alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi.
La
creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa,
infatti, è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere
di colui che l’ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata
dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei
figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino
ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo
le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli,
la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati.
Ora,
ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede,
come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo
attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto
alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare,
ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti
inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello
Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.
Del
resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che
sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha
conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo,
perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha
predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche
giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati. Che diremo
dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Allora
il capitano uscì con le sue guardie e li condusse via, ma senza violenza, per
timore di esser presi a sassate dal popolo. Li condussero e li presentarono nel
sinedrio; il sommo sacerdote cominciò a interrogarli dicendo: "Vi avevamo
espressamente ordinato di non insegnare più nel nome di costui, ed ecco voi
avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di
noi il sangue di quell’uomo". Rispose allora Pietro insieme agli apostoli:
"Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri
ha risuscitato Gesù, che voi avevate ucciso appendendolo alla croce. Dio lo ha
innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia
della conversione e il perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni
noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a
lui".
All’udire
queste cose essi si irritarono e volevano metterli a morte. Si alzò allora nel
sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato
presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati,
disse: "Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro
questi uomini. Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e
a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s’erano
lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. Dopo di lui
sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a
seguirlo, ma anch’egli perì e quanti s’erano lasciati persuadere da lui furono
dispersi. Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non
occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa dottrina o
questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio,
non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro
Dio!".
Seguirono
il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro
di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi, li rimisero in libertà.
Ma essi se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore
del nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e a casa, non cessavano di insegnare
e di portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo.
Un
giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del
pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla
nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta
"Bella" a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio.
Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò
loro l’elemosina.
Allora
Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda
verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere
qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma
quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!".
E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie
si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio
camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare
e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l’elemosina
alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli
era accaduto.
Mentre
egli si teneva accanto a Pietro e Giovanni, tutto il popolo fuor di sé per lo
stupore accorse verso di loro al portico detto di Salomone. Vedendo ciò, Pietro
disse al popolo: "Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e
continuate a fissarci come se per nostro potere e nostra pietà avessimo fatto camminare
quest’uomo?
Il
Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato
il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato,
mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo
e il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino e avete ucciso
l’autore della vita.
Ma
Dio l’ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo testimoni. Proprio per la fede
riposta in lui il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e
conoscete; la fede in lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla
presenza di tutti voi.
Ora,
fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, così come i vostri capi; Dio
però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti,
che cioè il suo Cristo sarebbe morto.
Pentitevi
dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano
giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello
che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù.
Egli
dev’esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose,
come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti. Mosè,
infatti, disse: Il Signore vostro Dio vi farà sorgere un profeta come me in
mezzo ai vostri fratelli; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E
chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. Tutti i
profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunziarono
questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì
con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno
benedette tutte le famiglie della terra. Dio, dopo aver risuscitato il suo
servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione e perché
ciascuno si converta dalle sue iniquità".
DAI LIBRI DELL’ANTICO TESTAMENTO.
Il
Signore Ti benedica e Ti protegga.
Abbia
misericordia di Te.
Faccia
brillare il Suo volto su di Te e Ti sia propizio.
Volga
il Suo sguardo su di Te e Ti dia pace. Il Signore ti benedica.
Maledetto
l'uomo che confida nell'uomo e che basa la sua vita su cose passeggere mentre
dal Signore si ritira il suo cuore! Benedetto l'uomo che confida nel Signore ed
è il Signore la sua speranza! Egli sarà come albero piantato presso l’acqua,
verso il ruscello spinge le sue radici; non se ne accorge quando giunge il
calore e permane verde il suo fogliame. Persino nell’anno della siccità non si
preoccupa E non cessa di produrre il suo frutto. Io, il Signore, scruto il
cuore ed esamino le reni per retribuire ciascuno secondo la propria condotta,
secondo il frutto delle proprie azioni.
Vanità
delle vanità, tutto è vanità!
L’occhio
non si sazia di ciò che vede, né l’orecchio si riempie di ciò che ode.
Per
tutto c’è il suo momento:
un
tempo per demolire ed uno per costruire;
uno
per piangere ed uno per ridere;
uno
per seminare ed uno per raccogliere;
uno
in cui si ama ed uno in cui si odia;
uno
in cui si guadagna ed uno in cui si perde;
uno
per tacere ed uno per parlare;
un
tempo per nascere, uno per morire. Temi Dio e osserva i suoi comandamenti,
perché l’uomo è tutto qui.
Dio
giudica ogni azione, anche ciò che è nascosto.
Benedirò
il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io
mi glorio nel Signore ascoltino gli umili e si rallegrino.
Guardate
a Lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti.
Questo
povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce.
Il
volto del Signore contro i malfattori, per cancellarne dalla terra il ricordo.
Gridano
i giusti e il Signore li ascolta, li salva da tutte le loro angosce.
Il
Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti.
Il
Signore riscatta la vita dei suoi servi. Chi in Lui si rifugia non sarà
condannato.
Acclamate
al Signore, voi tutti popoli della terra, servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. Riconoscete che il Signore è Dio; egli
ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo. Varcate le
sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite
il suo nome; poiché buono è il Signore,
eterna
la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.
Gustate
e vedete quanto è buono il Signore; beato chi in lui si rifugia.
Si
dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per i figli
del suo grembo?
Anche
se vi fosse una donna che si dimentica, Io, invece, non ti dimenticherò mai.
Ascolterò
che cosa dice Dio, il Signore: Egli annunzia la pace per il suo popolo, per i
suoi fedeli.
La
Sua salvezza è vicina a chi lo teme e la Sua gloria abiterà la nostra terra.
Misericordia
e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno.
La
verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.
(Io
leggo e interpreto: senza il germogliare della verità sulla terrà non si
affaccerà la giustizia dal cielo!).
Quando il Signore elargirà il suo bene, la
nostra terra darà il suo frutto.
Davanti
a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza.
Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della
propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da
straniero.
Udite
la parola del Signore, voi capi di Sodoma; ascolta la dottrina del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre
azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della
vedova.
Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati
fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi
ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada.
Mosè ricevette i noti dieci comandamenti e iniziò a dare corpo ad
una legislazione nazionale organica, civile e religiosa, fatta di molte
prescrizioni; ma se la maggior parte di esse sono tese a preservare la comunità
israelitica, alcune hanno tuttora un altissimo valore universale.
Infatti nel diciannovesimo capitolo del Levitico, relativo alle
prescrizioni morali, introdotto da una bellissima premessa: “Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo”, sono
richiamati alcuni precetti, che ampliano o precisano la portata dei dieci comandamenti;
precetti che avrebbero meritato grande diffusione: a) nel tempo della
mietitura e dei raccolti si dovranno lasciare i residui per i poveri e i
forestieri; b) non si useranno inganni o menzogne a danno del prossimo; c) non
si giurerà il falso; d) non si opprimerà il prossimo; e) si dovrà corrispondere
il salario appena finito il lavoro quotidiano; f) non si dovrà approfittare
degli sventurati; g) non si commetteranno ingiustizie in giudizio e, dunque si
sentenzierà con imparzialità; h) allo stesso modo, i poveri dovranno essere
trattati imparzialmente, senza usare preferenze verso il potente; i) non si
spargeranno calunnie, né si coopererà alla morte del prossimo; l) non si coverà
odio verso l’altro; m) quando necessario, si dovrà rimproverare apertamente il
prossimo (richiamo a tal proposito un’affermazione di Gesù; “Perché guardi
la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave
che è nel tuo occhio?” Vangelo di Matteo, capitolo 7, versetto 3); n) non
ci si vendicherà; o) si amerà il prossimo come se stessi; p) non ci si
rivolgerà a negromanti e indovini; q) si ameranno i forestieri come sé stessi;
r) non si trufferà nessuno.
Così dice il Signore: "Spezza il tuo pane con l'affamato, introduci
in casa i miseri, senza tetto, vesti chi è nudo, senza distogliere gli
occhi dalla tua gente. Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si
rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti
seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà:
implorerai aiuto ed egli dirà: Eccomi!
Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il
parlare empio, se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua oscurità sarà come il
meriggio".
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a Te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di
Dio? Manda la Tua Verità e la Tua Luce; siano esse a guidarmi, mi portino
al Tuo Monte Santo e alle Tue Dimore. Verrò all’altare di Dio, al Dio della mia
gioia, del mio giubilo. A Te mostrerò tutta la mia esultanza, Dio, Dio mio.
Pietà di me o Dio secondo la Tua misericordia; nella Tua grande bontà
cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre davanti. Contro di Te,
contro Te solo ho peccato, quello che è male ai Tuoi occhi, io l’ho fatto. Ecco
nella colpa sono stato generato. Ma tu vuoi la sincerità del cuore e
nell’intimo mi insegni la sapienza. Purificami profondamente e sarò immacolato.
Lavami e sarò più bianco della neve. Crea in me, o Dio, un cuore puro. Rinnova
in me uno spirito saldo. Insegnerò agli erranti le Tue vie. E i peccatori a Te
ritorneranno.