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G.T.D. à  GLORIA TIBI DOMINE

  La sigla G.T.D. sta per Gloria Tibi Domine, ovvero Gloria a Te, o Signore.

Da più di trent’anni, da quando ho cominciato a raccogliere un po’ più sistematicamente foto e scritti, ho pensato che tutto quello che avrei fatto di positivo sarebbe stato per rendere gloria a Dio.  Forse perché sia una persona speciale o un bigotto?

Al contrario. Secondo i canoni del mondo io sarei nella assoluta normalità, e con in più qualche deficienza.

Anzi, mi piace dire che, insieme al guardiano del faro o all’eremita, nella mia vita mi sarebbe piaciuto fare lo scemo del paese. A voce vi spiegherò perché.

Poi, da cattolico, sono credente e praticante, ma so bene che in me stesso, nei cristiani e nella stessa Chiesa Cattolica ci sono anche numerose incoerenze. Figuriamoci chi crede in altro! Tuttavia, non c’è da meravigliarsi in quanto Gesù, prima di lasciare questo mondo, promise di inviare loro lo Spirito Santo che, proprio perché è una Forza divina assiste occasionalmente i credenti in Gesù, ma non convive stabilmente con essi. Il punto di discrimine è dato dall’osservare cosa generano coloro che ne sono temporaneamente assistiti: eventi straordinari pur nell’apparente mediocrità della loro umanità.   

Pertanto, l’eccellenza, spesso non voluta, che ha caratterizzato e caratterizza alcune mie performance occasionali, testimonia che se c’è una qualche grandezza, questa non proviene da me. È per questo che sono convinto di dover ringraziare e rendere gloria a Dio: Gloria Tibi Domine, appunto.

Devo anche dire che questa pagina era collegata a un indice della Sacra Scrittura, per noi cristiani la Bibbia, da cui si potevano consultare alcuni passi più illuminanti della stessa.

Ma la procedura informatica si è rifiutata di copiare quanto avevo già predisposto nell’altro mio sito www.ominda.it e, dunque, per chi volesse approfondire qualche frase della Bibbia, consulti quel sito, clicchi sulla sigla G.T.D. e segua le istruzioni.

Qui però voglio accennare ugualmente a questo insieme di libri, divisi nei 52 libri dell’Antico Testamento, e nelle diverse sezioni del Nuovo Testamento (i quattro Vangeli, gli Atti e le lettere degli Apostoli, l’Apocalisse).

Bisogna pure segnalare che la rivelazione di Dio è iniziata con Abramo, poi con gli Israeliti e Mosè, come raccontato nell’Antico Testamento. Ma essa è stata completata con e in Gesù, Israelita anch’egli, come descritto nel Nuovo Testamento.

Il cristianesimo, dunque, origina dalla storia del popolo israelitico, ma si fonda sulle parole, sulle opere, sulla vita, sulla morte in croce e, soprattutto, sulla risurrezione di Gesù.

Ne deriva che l’Antico Testamento non può che essere letto e interpretato alla luce di quanto Gesù ha rivelato di Dio: Dio è Amore. Essendo Dio Amore non è il “dio degli eserciti” come ripetutamente viene indicato nell’Antico Testamento e nemmeno punisce gli esseri umani per i loro comportamenti alla stessa stregua degli dèi greci. Pertanto, bisognerebbe stare molto attenti a proclamare con leggerezza tutto l’Antico Testamento come “parola di Dio”, perché tale non è sempre.

A differenza del Nuovo Testamento che, comunque, presuppone un approccio che tenda a cogliere l’essenza del messaggio evangelico in “Spirito e Verità”. Precisando subito dopo, con un’espressione solo apparentemente volgare, che Dio non è fesso. E se è Amore, cerca e premia (non con i soldi, il potere o il successo, ma con la Risurrezione e la Vita Eterna) coloro che cercano di amare disinteressatamente, ma va bene anche per quel poco che sanno fare, e si affidano completamente a Lui.

Aggiungo, poi, con estrema chiarezza, che l’amore che oggi viene esaltato e praticato come in una competizione sportiva, fisicamente, non ha nulla a che vedere con l’Amore di Dio. 

Tutto ciò premesso e, indipendentemente dalla scelta dei suoi testi, dai problemi linguistici e interpretativi e di cui è stata oggetto, anche nell’Antico Testamento si trovano delle frasi e delle affermazioni valide in ogni tempo e in qualsiasi luogo.

Le vicende umane che vi sono poi raccontate, salvo quelle dei primi libri dell’Antico Testamento, che hanno più un valore simbolico rispetto alla realtà, pur riferendosi a più di due/tre mila anni or sono, travalicano anch’esse il tempo e raccontano di sentimenti e azioni tuttora presenti.

Il fascino straordinario di questo libro è dato dal fatto che da diversi secoli milioni di uomini di ogni razza e popolo hanno trovato in esso “parole di vita eterna”. E non sono pochi gli uomini e le donne che in virtù della Fede in Dio e nel Suo Figlio Gesù Cristo hanno dato testimonianze di straordinaria abnegazione non disdegnando di dare la propria vita in una maniera che non appartiene alla logica umana.

Una singolarità di questa singolare esperienza umana, perdurante, è che pur essendo Gesù Israelita, gran parte del suo popolo non lo ha riconosciuto, non lo accetta e fa riferimento al solo Antico Testamento; un’altra, corrispondente, è che la dottrina di Gesù trovò terreno fertile proprio fra coloro che occupavano all’epoca i loro territori: i romani e Roma, dov’è ora la Sede della Chiesa cattolica fondata su Gesù di Nazareth e sui suoi dodici Apostoli, più San Paolo.

Il Cristianesimo e in particolare il Cattolicesimo, nato nell’ambito della tradizione ebraica, iniziando proprio da San Paolo si poi diffuso in tutto il mondo e, per lo stesso invito di Gesù, è diretto a tutti gli esseri umani della Terra.

Certo, la Bibbia è un libro così vasto che vi si può trovare di tutto, la giustificazione o la condanna di tutto.

E poiché scrivo questa pagina il 24 agosto 2026 e Israele, come Nazione, dopo aver subito dai suoi nemici il 7 ottobre del 2023 un pesante, vile e barbaro attacco al suo popolo, sta andando oltre quella che avrebbe potuto essere una giusta ritorsione e, senza scrupoli nei confronti della popolazione civile, sta cogliendo l’occasione per allargare i suoi confini territoriali.

Non vorrei che, erroneamente Israele, riferendosi all’Antico Testamento, trovi in esso l’energia morale per la sua violenta azione, assistito dal “dio degli eserciti” che lo ha guidato alla vittoria, ma anche all’esilio, nel corso della sua storia antica.

Termino questo mio breve commento riportando alcune frasi dell’Antico e del Nuovo Testamento che hanno orientato la mia esistenza.

 

Io Sono la Via, la Verità e la Vita. …..      (24 ago 26)  IN CORSO DI COMPLETAMENTO